Una cinquantina di persone infatti, dopo passaparola divulgato da facebook e dai vari social network, avevano indetto un flash mob proprio per protestare contro la decisione del prefetto, ma poi il ritrovo in piazza Capitaniato davanti alla facoltà di Lettere, si è trasformato in una manifestazione attraverso tutte le «zone rosse» citate nell'ordinanza.
Tra le aree vietate, le piazze del Duomo e del Santo, che non potranno essere concesse per manifestazioni di carattere politico o elettorale.
Divieto di transito, invece, per i cortei lungo il percorso del tram e nel cosiddetto ''Liston'' nei pressi della sede centrale dell'Università, il Bo'.
Il corteo ha attraversato le varie piazze prima di arrivare al Canton del Gallo, dov'è stato "chiuso" l'accesso al Liston con del nastro bianco e rosso.
Enrico Zulian, uno dei sei attivisti colpiti dalle misure restrittive il 26 maggio scorso, prima di tagliare il nastro per invadere pacificamente la "zona proibita", dove secondo il provvedimento emanato la settimana scorsa dal prefetto Ennio Mario Sodano non possono svolgersi cortei politici né manifestazioni dinamiche, ha sottolineato che se il prefetto voleva la zona rossa, ha ottenuto il suo scopo.
Secondo quanto si apprede proprio dai social network i cortei e le manifestazioni pacifiche degli studenti non si dovrebbero fermare qui.
| Succ. > |
|---|












