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Bob Dylan non andrà a Coccaglio

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Bob Dylan, di sicuro, non andrà a Coccaglio, 7049 abitanti (fonte Wikipedia) in provincia di Brescia. Il grande cantautore americano ha di recente pubblicato, “Christmas In The Heart”, un disco con tutte canzoni natalizie i cui proventi andranno in beneficenza.

La relazione tra questo fatto e Coccaglio è: laggiù (o lassù)vogliono fare un Bianco Natale (loro lo hanno chiamato White Christmas, ma lo pronunceranno senz’altro, Uai Crisma)non tanto per festeggiare alla Bing Crosby ma per escludere tutte le persone di colore presenti in quel paesotto. Solo bianchi, insomma. Tanto valeva chiamarlo, Klu Christman Klan. La cosa peggiore è che l’idea è venuta da pubblici amministratori. Che siano appartenenti alla Lega e al Pdl, forse attutisce l’impatto. Perché è noto: invertendo ognuno di questi fattori avremo il medesimo prodotto.

Va bene essere leghisti, va bene amare Berlusconi, ma come succede di fronte alla legge, non dovremmo ammettere l’ignoranza.

Questi signori, il sindaco (che è pure dottore)e gli assessori, sicuramente difettano nel campo della lettura. Non ci riferiamo ai classici. Basta dare uno sguardo al recente,"L’orda. Quando gli albanesi eravamo noi", di Gian Antonio Stella, giornalista del Corriere della Sera. O se proprio a leggere non si riesce guardare, almeno un po, il film “Nuovomondo” (2006) di Emanuele Crialese.

E allora, certi amministratori pubblici acquisiranno la (minima) giusta dose di cultura per giudicare e assumere decisioni.

Nelle opere citate troverete Ellis Island (se letto in coccagliese va bene lo stesso) cioè il punto d’approdo degli italiani in America.

Non diteci, “gli italiani erano diversi dagli immigrati del giorno d’oggi” e “si lavorava solo con il permesso di soggiorno o perché si aveva un contratto”. Sono balle equipollenti a quelle raccontate nello sfortunato film (praticamente zero, al botteghino) intitolato “Barbarossa” (2009) di Renzo Martinelli, girato in un set ricostruito, per questioni di risparmio, in Romania con comparse di etnia rom. “Zingarume “ lo ha definito Martinelli.

Certi signori (sindaci e assessori della suddetta località bresciana) forse farebbero bene a certificare la loro identità, senza vestirsi da guerrieri con l’elmo e le corna di plastica e (neppure) intingendo le loro dita nel tampone inchiostrato, per il rilascio delle impronte. Basterebbe un semplice encefalogramma.

 

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